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mercoledì 21 dicembre 2011

Vers de nouveaux horizons

Non pubblico nulla dalla fine dell'assistentato, eppure il numero di visite continua ad aumentare.
Se non trovate più nessun aggiornamento, è perché mi rattrista immensamente ricordare che questa parentesi è chiusa. Non sono più l'assistente d'italiano del liceo T. Maulnier, non vedo più i miei studenti, alcuni di loro sono ora studenti universitari (e così cari al mio cuore sono quelli che ancora sento su Fb), altri mi hanno dimenticata con l'arrivo della nuova assistente...
Così non c'è altro da raccontare, almeno non qui.
Altrove, nel Calderone, si ammassano pensieri-parole-melodie-immagini, e forse a breve una nuova pagina verrà scritta, quella del tirocinio che farò da gennaio. Tre (forse 4) mesi al Consolato Italiano... Ginevra. E chissà che io non possa rendere concreta la promessa fatta anni fa a J.: tornare, entrambi, nella città della nostra infanzia, insieme.

venerdì 15 aprile 2011

Ce n'est qu'un au revoir

Oggi è stato il mio ultimo giorno d'insegnamento nel liceo. L'esperienza didattica è conclusa, e benché mi rimangano 15 giorni da trascorrere liberamente in città prima di tornare in Italia, da domani mi annoierò un poco. Ho fatto tante foto, preparato qualcosa per ognuno dei miei più cari studenti, trascorso quanto più tempo possibile immersa nell'atmosfera del T. Maulnier. Tra ieri ed oggi, sono emotivamente sulle montagne russe: momenti di pura felicità e di grande tristezza si alternano senza pause. Una classe dalla quale non mi aspettavo nulla mi ha sorpresa, lasciandomi un foglio pieno di dediche. Le mie Terminales sono state magnifiche, mi hanno immensamente commossa. E una persona carissima mi ha scritto qualcosa di così intenso da farmi piangere come una fontana. Senza parlare del bigliettino scoperto nella mia borsa, che ha suscitato un'altra ondata d'emozione.

Stasera ho la fortuna di poter passare qualche ora con studenti e professori al di fuori del contesto scolastico, tra pizze e sfide a bowling. Credo sarà il momento più bello, ma anche l'arrivederci più difficile da fare...

mercoledì 30 marzo 2011

On s'est donné rendez-vous dans un mois... pour la fin de cette aventure

Tra un mese esatto, a quest'ora, sarò in Italia.
Non so se esserne felice o triste.

So però che piangerò nel salutarli, i miei cari studenti. E i professori che mi hanno accolta a braccia aperte.
Che mi mancheranno, perché sono stati importanti, perché mi hanno insegnato molte cose, mi hanno regalato tanti sorrisi, momenti intensi, ricordi. Che mi mancheranno perché mi sono affezionata a loro.

Vorrei far qualcosa per ringraziarli. Mille idee, troppo poco tempo, la documentazione per la tesi da completare, la burocrazia per chiudere il conto/disabilitare la scheda/concludere il contratto...

Arrivando qui ero piena di dubbi, chiedendomi cosa ci venissi a fare in un liceo, io che non ho mai pensato all'insegnamento come mestiere. Pensavo che non sarei riuscita ad insegnare niente, perché non ho la vocazione, la pazienza, la generosità necessarie per insegnare.
Devo ricredermi. Non sulle mie capacità, ma sull'esperienza in sé.
Ero convinta che ciò che mi sarebbe mancato di più sarebbe stato il ritmo di vita, frenetico, intenso, colto.
Poi la città, il beltempo quasi perenne, le temperature miti, le biblioteche, gli amici.

...E invece ciò che mi mancherà di più sarà il liceo, le persone che vi ho conosciuto, le esperienze di vita che ho potuto sperimentarvi, l'ambiente chiassoso,impregnato di cultura. I miei fratellini, le mie sorelline, e coloro che hanno un posto ancor più speciale nei miei affetti.
Senza dimenticare le pesti, le due volpi gemelle addomesticate e quell'antipatica megera che cospira sempre alle spalle altrui. No, questi ultimi non mi mancheranno intensamente, ma saranno comunque ricordi che contemplerò con nostalgia.

So che quest'esperienza è un regalo, e ne sono grata. Rimpiango solo che sia stato così breve, perché avrei voluto accompagnarli almeno un altro poco, almeno fino alla fine dell'anno scolastico. E imparare a conoscerli di più, anche se ciò avrebbe reso l'arrivederci più difficile.

Ha ragione Venditti, quando dice che fantastica storia è la vita...

venerdì 10 settembre 2010

En écoutant René Aubry

Una candela rossa sul davanzale della finestra, le gocce sul vetro assumono colori caldi, e le note de La révolte des Enfants sposano perfettamente la malinconia che si respira nell'aria.

Dovrei essere parzialmente sollevata, ma questo macigno pesa. Quanto ancora dovrò angosciare per la ricerca di un maledetto alloggio che non mi rovini il soggiorno?
La mia responsabile ha finalmente risposto. Niente proposte né possibilità da parte del liceo. Ma almeno ho un'idea parziale dell'ambiente e di ciò che ci si aspetta dal mio ruolo.
Ho prenotato il volo per il 30 a fine pomeriggio, un'ora d'aereo da Roma a Nizza, poi l'autobus fino al relais dove tutti gli assistenti dell'Académie pernotteranno. Finalmente conoscerò Alessandra ed Ileana!
E poi... tutto il resto è sospeso nell'incognita della casa. Incrocio le dita ed aspetto.